lunedì 3 gennaio 2011

Tutorial - Le basi dell'appliquè

Ciao a tutte! Come vi ho promesso, ho preparato il tutorial sull'appliquè, spiegando un altro paio di punti. Ho cercato di mettere a confronto tecniche simili, naturalmente per quell'esperienza che posso averne avuta io... Ecco come si presentava il mio ricamino Hug 'n kisses dopo averlo ricamato a punto indietro mentre ero in Toscana:
Ora prendiamo la carta biadesiva (si tratta di una fliselina che ha la colla da entrambi i lati). Io uso la Heat 'n Bond Lite, cioè una biadesiva fatta apposta per essere ricamata (sewable); ne esiste una versione strong che non richiede rifiniture, ma è difficilissima da ricamare, in caso fosse necessario come per il nostro appliquè, perchè durissima.
Ora appoggiamo la carta sul disegno e ricopiamolo con una matita normale... questo naturalmente _solo_ se il disegno è simmetrico; se non lo è, bisognerà prima disegnare su carta velina e poi, ribaltando la carta velina al vetro, passarla sulla carta biadesiva (io prima l'ho fatto senza ribaltare, perchè in effetti la ciliegia è simmetrica, ma poi l'ho rifatto per mostrare nel tutorial la situazione in cui si rende necessario il ribaltamento). .

















Ora ritagliamo il disegno, lasciando un po' di margine, appoggiamolo sul retro del tessuto e stiriamo (attenzione! Il ferro non deve essere troppo caldo, o la colla non attaccherà!).




Lasciamo raffreddare qualche secondo e poi ritagliamo lungo i bordi. Dopo avere tolto la protezione come in una figurina, appoggiamo sul tessuto dove è previsto e col ferro non eccessivamente caldo attacchiamolo alla stoffa. Riportiamo in matita solubile eventuali disegni da stitcherare.












A questo punto, dopo avere fermato il filo sul retro della stoffa, usciamo sul dritto il più vicino possibile al bordo dell'appliquè.



Spostandoci di pochi millimeteri, facciamo entrare l'ago sulla stoffa applicata, a un paio di millimetri dal margine, e usciamo ortogonalmente proprio vicino al margine. Attenzione: è importante non uscire discosto dal margine, o l'effetto sarà brutto. Per evitarlo, ci si aiuta con l'altra mano che sul retro del ricamo alza la stoffa in piccole cunette per facilitare la mano destra.




Notate che il filo resta all'esterno e abbraccia il filo in una sorta di nodo spostato. Se non ricordo male, mi hanno detto che lavoro al contrario, cioè in verso sinistrorso, mentre le ricamatrici procedono in verso destrorso, ma io mi trovo meglio così.





Ripetere l'operazione lungo tutto il margine.
















Ecco la lunghezza dei miei punti...






ed ecco l'effetto sul retro.

La mano sinistra aiuta molto, sia per inclinare l'ago in uscita...




...sia per fermare il filo sulla sinistra...

...sia per tenerlo fermo mentre si tira con la destra, così non si ingarbuglia.



Il modello di Hug 'n kisses richiedeva ulteriori rifiniture in punto scritto e punto piatto al centro della stoffa applicata. Procediamo come descritto nel precedente tutorial, dopo aver disegnato in matita solubile i tratti da ricamare.




Ora passiamo a fare il punto piatto, che è una brutta bestia, perchè è un punto difficilotto che richiede buon allenamento (ma dà molte soddisfazioni). Accostando dei punti lunghi uno accanto all'altro, copriamo tutta la superficie. Se la superficie è curva e come in questo caso è una sorta di lunetta, è necessario fare punti più stretti e vicini, talvolta coincidenti, sulla curva più corta. Questa situazione è un po' rognosa, perchè i fili devono comunque essere vicini e non lasciare antiestetici spazi bianchi fra un punto e l'altro.
Altra difficoltà di questo punto è che i margini rischiano di risultare frastagliati per mancanza di precisione... Inoltre la tela deve essere ben tirata e il punto abbastanza morbido, o la stoffa verrà tirata dal punto.




Per queste difficoltà, anche se ormai un po' di allenamento ce l'ho, vado molto lentamente e procedo con la massima precisione. Mi è stato utile inoltre imparare che il filo non è una linea, ma è tridimensionale. Bisogna immaginare di avere lo sguardo di una formica: queste lineette sono dei tronchi e bisogna metterli in fila senza che si accavallino, senza che siano troppo distanti e in modo tale che l'inizio e la fine dei tronchi siano tutti parificati...



Ecco fatto! Ora vediamo la seconda tecnica e mettiamola a confronto con la prima. Si tratta dell'appliquè nascosto. Innanzitutto riportiamo su carta normale il nostro disegno, sempre avendo cura di ribaltarlo, se necessario. Ora rifiliamolo, tagliando proprio al margine.








A questo punto fermiamolo con uno spillo sul retro della stoffa scelta lasciando un po' di margine. Esiste un aggeggino che io ho comperato, ma che non ho trovato granchè utile, ve lo fotografo. Serve per ripassare i margini in modo da creare una piega sulla stoffa.



Per ottenerla, è necessario appoggiare la stoffa su qualcosa di morbido e premere lungo il margine.


Se c'è una curva concava, bisogna tagliare il margine, senza però arrivare troppo vicino alla linea di ripiegatura.







Ora appoggiamo l'appliquè sulla stoffa, fermandolo con uno spillo. Con un filo normale da cucito, cominciamo a fermare in punto nascosto l'appliquè sulla stoffa. Bisogna girare il margine sotto l'appliquè, aiutandosi con la carta (c'è chi invece non usa carta e riporta il disegno sulla stoffa, aiutandosi solo con questo). Ogni due punti circa bisogna girare in sotto un altro pezzettino di margine, aiutandosi con l'ago dove si formano angoletti (lo strumento di cui sopra serve anche a questo, ma io trovo scomodo dovere abbandonare l'ago ogni due secondi...).




Ora è necessario togliere la carta. Facciamo una croce sul retro, tagliando con un forbicino e, aiutandosi con l'ago, estraiamo il dischetto di carta.



Una volya terminato l'appliquè, disegnamo le rifiniture sulla stoffa e come sopra passiamo a punto indietro e punto piatto dove necessario.

In questo caso ho voluto fare un esperimento e tentare una rifinitura mai testata prima, ma che ho visto in giro e che mi piace. Dopo aver ultimato il punto piatto, si ripassano i bordi a punto indietro, così spariscono i bordi frastagliati.




Ecco fatto!



Devo dire che mi piacciono molto entrambi i punti piatti e entrambi i metodi per l'appliquè, anche se quello a punto nascosto non viene preciso (ma forse dipende dalla mia scarsa esperienza) ed è rognoso sulle curve concave, dove il margine troppo tagliato rischia di sfrangiare la stoffa. Inoltre non si presta per gli angoli concavi vivi e cucire un cuore con questo sistema porta a scarsi risultati. Alcune imbastiscono sul retro l'appliquè, senza includere la stoffa. Forse questo sistema dà migliori risultati, ma non l'ho ancora testato.
Vi posto alcune foto di un lavoro che ho fatto un anno fa, durante la vigilia di Natale. Era un regalo per mia madre, ed ero in ritardo. Sarà stata la fretta, o la pigrizia, oppure l'evoluzione del punto e della mano, che capita in ogni lavoro, sta di fatto che i primi punti erano larghi, poi sono diventati molto più vicini. Se il vostro punto non vi piace, inizialmente, tenete duro e portate pazienza! L'unico nemico del ricamo è il pensiero "Non ce la farò mai".

Nel caso della Y, un braccio era talmente sottile che non ho potuto fermarlo a punto festone (è il limite di questa rifinitura), così l'ho fermato a punto filza, ma, se si lava il capo, si sfrangia.










Mi hanno segnalato un altro tutorial che può essere utile: http://creazioni-milena.blogspot.com/2008/06/tutorial-appliqu.html
Ci sono almeno altri due modi per attaccare l'appliquè; il primo è con un punto zig-zag molto stretto; è molto preciso, ma a me non piace perchè sembrano capi industriali. Eccone un esempio:
Si può poi usare il free motion, ripassando più volte, e questa tecnica incontra maggiormente le mie simpatie. Eccone degli illustri esempi:
Ecco infine il link di un blog che spiega benissimo i vari punti di ricamo con foto più che chiare:
P.S. Aggiornamento al 2 2 2012 Ne è passata di acqua sotto i ponti! Ho cambiato di molto la tecnica del needle turning. Userei la colla. Ci sono anche due metodi per non dovere tagliare il retro: la freezer paper con colla, ma togliendo la freezer prima di cucire, oppure disegnando sopra la stoffa e girando la stoffa in sotto man mano che si cuce. Un ottimo tutorial che riguada quest'ultimo metodo: http://apassionforapplique.blogspot.com/2012/02/needleturn-applique-valleys-and-deep-vs.html

P.S. Aggiornamento al 8 11 2012 Ho ulteriormente modificato il needle turn: ora disegno sulla stoffa senza usare la carta e riesco a gestire anche gli angoli vivi. E' proprio ora di rifare questo tutorial! Magari a Natale... :)

10 commenti:

iagatabu ha detto...

GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE!!!!!!!!!!!!!!!!!

Pepe ha detto...

:-))) ! E di che? Grazie a te che con questo commento mi hai confermato che a qualcuno serviva! :-)

Sonia ha detto...

che bello il tuo blog...molto utile...grazie infinite sei l'unica che è riuscita a farmi capire le basi dell'appliquè....ti metto nei blog che seguo!
baci

Pepe ha detto...

Grazie!!! Che bel complimento! Vado matta per la divulgazione! Piero Angela è il mio nume! :))))

La Nana ha detto...

Grazie Mille!
Mi sono sempre chiesta come diavolo si cucissero gli appliques :D
I tuoi tutorial sono davvero istruttivi, Grazie Mille!
Ah..io sono Fabiola, appena approdata tra le blogghine :)

sophie ha detto...

buongiorno, anche io sono un'appassionata d'appliqué. Le tue spiegazione sono molto chiare, ci sono altre metodi per fare l'appliqué, sto facendo una raccolta di tutti e a pena posso le metto sul mio sito. www.pezzedifantasia.blogspot.it.
E un blog appena nato, ma lo fatto per condividere con altri progetti, info e trovarmi amiche con cui parlare di patchwork.
ciao sophie

Marener ha detto...

grazie di questo bello ed utile tutorial, vedrò come comiencio. Saluti

daniela lari ha detto...

iaol il tuo tutorial è molto ben fatto, io la tecnica che ho provato è quella del ricamio punto festone però mentre cucio la stoffa mi si sfilaccia un pò...cosa sbaglio? ho pensato di fare il punto dritto ma poi ho pensato che forse si sfilaccerebbe lavando il lavatrice tenendo conto che devo fare delle tovagliette per l'asilo ai bambini quindi soggette a ripetuti lavaggi. spero che mi potrai dare qualche consiglio. ti ringrazio anticipatamente. ciao. daniela

Pecora Nera ha detto...

wowwww bellissimi e ben fatti i tuoi tutorials. Io, andando a trapuntare dei motivi con la carta biadesiva "pesante" sono stata poi operata al tunnel carpale:-(
Non sapevo dell'esistenza del tipo leggero. Grazie.
Complimenti e buon lavoro!!!
Emanuela

Rossella Digregorio ha detto...

Ciao! Trovo molto utile questo tutorial..
Un unico dubbio..Dove è possibile acquistare la carta termoadesiva?
Grazie in anticipo! :)
Rossella